Michele Palaia, un martire della sofferenza!

Il 27 dello scorso mese di giugno del corrente anno 2012 veniva a mancare all’affetto dei suoi cari il maestro elementare Michele Palaia. Alla ferale notizia unanimi furono il compianto, la commozione di quanti lo avevano conosciuto! Prova ne fu la partecipazione corale di amici, conoscenti ed estimatori alle esequie che ebbero luogo nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria delle Nevi.

Il maestro Michele Palaia da tempo soffriva di una grave disfunzione metabolica.

Le sofferenze a cui fu chiamato, la conseguente sua dipartita anzitempo, in una parola, la sua vicenda umana ci inducono a delle considerazioni o riflessioni in retrospettiva.

Quella di Michele Palaia fu una famiglia messa a dura prova!, funestata nel tempo da gravi e luttuosi eventi, prima l’immatura scomparsa del genitore, in seguito la perdita di una giovanissima sorella!

 Come gli odorosi e variopinti fiori si schiudono alle gocce di rugiada del mattino e si aprono alla benefica luce del giorno in tal guisa Concetta, Michele e Rosa – altrettanti fiorellini sorti nell’ … aiuola di famiglia – fidando nelle cure amorevoli di mamma e di papà si affacciavano alla vita e ciascuno sognava il proprio avvenire!

Ma venne un giorno, non fosse mai venuto!, papà Peppino partì senza ritorno, … e Concetta, Michele e Rosa restarono … implumi, quali augelletti soli e indifesi!

E, sì, Peppino Palaia, il loro papà, aggredito da malattia che non consentì alcuna prova di appello, lasciò nel … nido i tre bambini.

Se pur piccoli, li ricordiamo in gramaglie insieme alla mamma e a vederli suscitavano tanta tenerezza!

Toccò a mamma Marriuzza fare anche da papà e, accogliendo la nuova situazione con cristiana rassegnazione, si diede da fare e così come le sue condizioni, le sue possibilità, le circostanze le consentivano mandava e mandò avanti la famigliola. E i sacrifici di mamma Marriuzza furono coronati da successo, Concetta, Michele e Rosa divennero bravi ed amati insegnanti e furono la consolazione di mamma.

E la famigliola andava avanti d’amore e d’accordo.

Tutti per uno e uno per tutti non era e non fu un vacuo motto, ma la pratica di tutti i giorni! E Michele era l’idolo della famiglia, era il centro delle attenzioni sia di mamma sia delle sorelle. Concetta e Rosa, infatti, erano disposte a tutto per il fratello, in favore del quale spesso cedevano il passo!

 Per la famigliola, già, duramente provata sembrava si annunziasse un periodo … tranquillo … di serenità! Sembrava che dopo la tempesta fosse sopraggiunta la quiete! Non fu così! Di breve durata fu quella che sembrava una favola!Il tranquillo idillio familiare venne ad essere infranto, gravemente e segnatamente ancora una volta!

La buona, la simpatica Rosa, bella d’aspetto e buona d’animo!, sogno recondito di ogni giovane dell’epoca, irrimediabilmente si ammalò!

Unanime fu la commozione in paese!  

 Tali luttuosi eventi non potevano non lasciare in Michele, persona sensibilissima,  un segno!

Michele era, infatti, di poche parole, dall’aspetto pensieroso, atteggiato quasi sempre in una espressione composta e pacata. Però, nel contempo è da dire che se stimolato e in un approccio di dialogo manifestava un carattere aperto che esprimeva nella solarità del suo ampio sorriso ed era pronto alla battuta, a quella tipica che ricorda la verve delle comitive venatorie che Michele non disdegnò di frequentare!

 Ancora una volta sembrò che l’avversa fortuna si fosse stancata di perseguitare la sua famiglia! Sembrò che i tetri nembi forieri di tempesta … di lutti che lo ebbero profondamente colpito negli affetti più cari – anche se sempre presenti ai suoi occhi, alla sua memoria, al suo cuore- costituissero un triste ricordo del passato!

Michele, intanto, con la Signora Concetta, anch’ella maestra e che scelse quale compagna della sua vita, aveva tirato su una bella famiglia.

Papà Michele e mamma Concetta andavano appagati. E, sì,  Giuseppe e Maria Elena con il loro buon esito negli studi avevano coronato di successo i sacrifici dei loro genitori.

Però, la tranquillità della famiglia viene ancora una volta turbata! Michele si ammala e il decorso della malattia non dà adito ad alcuna speranza.

Anche se non più giovane, ma nemmeno avanzato negli anni, quando ancora gli rimaneva tanto da programmare per il futuro, Michele lascia il servizio, nella cosciente consapevolezza che non gliela poteva ulteriomente fare!

Michele era una persona profondamente e fondamentalmente buona! Manteneva e mantenne buoni rapporti con tutti, sia con i colleghi sia con gli alunni e le loro famiglie.

A proposito degli alunni amiamo ricordare una … semplicità pregna di tanto significato capitataci tempo addietro:

-         Chi è il tuo maestro?

Subito ad alta voce la candida risposta dello scolaretto:

-         Il maestro Michele!

Quanta intensità di affetto nell’indicare il maestro con il solo nome di battesimo!

 Michele!, sapevamo del tuo stato di salute ed idealmente ti eravamo vicini, ti accompagnavamo con le nostre apprensioni, le nostre speranze, le nostre preghiere! Ci sentivamo vicini a tutta la tua famiglia chiamata ad assistere al tuo Calvario!

Quando incontravamo qualcuno dei tuoi famigliari ci astenevamo dal chiedere tue notizie, pensavano che anche con le nostre sofferte richieste li avremmo sottoposti  ad ulteriore afflizione, ma loquace era il nostro silenzio, parlavano i nostri sguardi, i nostri occhi!

Che le tue sofferenze ti siano state di catarsi e tu abbia avuto il premio a cui ogni anima umana anela, di godere della Misericordia di Dio!

 Da queste colonne rinnoviamo le nostre sentite condoglianze e le espressioni della più viva e sentita solidarietà alla fedele ed amata sposa, a Giuseppe e Maria Elena che furono gioia e consolazione di papà Michele, e alla sorella, la Sig.ra Concetta, che al suo Michele voleva e volle … tanto… tanto bene, ai parenti tutti!

Categorie: Non dimentichiamo
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