“In sul calar del sole”

(Dalla campagna verso casa nel secolo passato)

Nel secolo passato vi era una moltitudine di contadini che non disponendo di un mezzo di trasporto in uso all’epoca – carro, traino,o animali da soma  cavalli, muli, asini -  si servivano del “cavallo di San Francesco“, andavano a piedi. Trasportavano le proprie cose sulla testa, se donne, sulle spalle, se uomini. Adulto o minore, uomo o donna, nessuno tornava dalla campagna “scarico“, con le braccia penzoloni. Ognuno, secondo la propria condizione o età, doveva portare qualcosa: un fascio d’erba sotto l’ascella, panieri colmi di frutta fresca appena colta, pali o tronchetti sulle spalle, fasci di legna d’ardere sulla testa o cesti colmi di prodotti di stagione, nonchè a spalla gli attrezzi di lavoro.

 A sera scendeva dalla montagna una folta schiera – variopinta e variegata per sesso, età e abbigliamento -  che, così come una lunga fila di previdenti formiche, si avviava verso il paese.

Era una serpentina umana che partita dalle contrade che erano state raggiunte ai primi albori andava sempre più infittendosi lungo il percorso con quelli che sbucavano dai viottoli o dalle vicinali laterali che confluiscono sulla strada principale.

Scalpitìo di zoccoli, forti passi di scarpe chiodate, parlottìo si mescolavano in un unico concento a volte interrotto da chi dava voce al proprio figlioletto che attardatosi lungo la strada gli era scomparso dalla vista !

 Camminavano e parlavano, dialogavano su tutto e di tutto: ricordi della vita militare, commenti sul raccolto, informazione sui movimenti della luna, e così via. Era un modo come “non vedere “,o “non accorgersi” che la strada era lunga e poco agevole.

Lungo il percorso vi erano i “mentituri “. Sul macigno de l’(Arciuamu) l’Ecce Homo -ora rimosso-, o alla siepe del Castaneto, sotto a “cruciddha“, posava, ciascuno, il proprio fardello per riprendere fiato e qui, in questi posti di sosta, i discorsi si infittivano: … ci si informava, per esempio, dei parenti che si trovavano nell’America ricca, Nord-America, o in quella povera, America del Sud; se avevano scritto quelli che erano andati nel Cannataro, Canada, e così via.

Intanto il sole volgeva al tramonto, già tutta l’aria imbruniva, tornava azzurro il sereno, e tornavan l’ombre giù da’ colli e da’ tetti al biancheggiar della recente luna e lesti riprendevano il proprio fardello. La squilla dall’alto del Campanile di San Rocco, intanto,  dava il segno che la giornata volgeva alla fine. Si segnava, a quei bronzei rintocchi, quell’umanità laboriosa ed affaticata,e non mancavano implorazioni alla Vergine Santa ed intensi sguardi rivolti al cielo! La giornata iniziata al segno del “mattutino” aveva termine con quello dell’Ave Maria e ciascuno pensava al sospirato e meritato riposo!

Ultime tappe il Vottandieri, per quelli che andavano verso la Piazza, a sud del paese, e la Cannaletta, per quelli che andavano verso il Piano.

Al Vottandieri o alla Cannaletta le ragazze si mettevano le scarpe, si davano un’aggiustata alla persona, se di stagione, si davano una rinfrescata ed evitando le strade principali si avviavano verso casa.

Categorie: Echi del passato
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