Cortale festeggia il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia

 

A Cortale lunedì 8 agosto 2011 grande festa per la ricorrenza del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia!

E’ da dire, però, che quella di Cortale non sarà una celebrazione di…routine, così come potrà essere in altri comuni che nel processo di unificazione del nostro Paese sono stati ai margini.

Cortale celebrerà la ricorrenza in modo singolare e tutto suo!, la celebrerà nel ricordo del ruolo di protagonista che la famiglia

Cefaly

esercitò con l’Azione, la Parola e l’Arte nelle lotte per l’Unità e l’Indipendenza del nostro Paese! 

Nel ringraziare gli amici di Cortale per l’invito a presenziare alla manifestazione indetta dal Circolo Culturale “A. Cefaly” e rammaricandoci di non potervi partecipare, quale modesto omaggio, riproponiamo quanto anni addietro abbiamo avuto il piacere di scrivere a proposito di una loro conterranea che della famiglia Cefaly fu una degna rappresentante e che da una posizione originale svolse la sua parte, parliamo di Suor Laura Vittoria, monaca di casa, poetessa e…patriota risorgimentale.

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 PagineBianche - Anno VII – N° 1

Gennaio 2003

 Monaca di casa, era figlia di don Domenico e di donna Carolina Pigonati

 Suor Vittoria Cefaly 

Aderì agli ideali risorgimentali e fu poetessa dall’impegno morale e civile. Fra le sue opere anche alcuni inni sacri, uno dei quali fu musicato dal maestro Salvatore Caro

 Abbiamo avuto il piacere di prendere visione di un manoscritto custodito nell’Archivio di casa della famiglia Cefaly. Il quadernetto, ingiallito dal tempo, contiene le poesie inedite di una congiunta, Suor Vittoria Laura Caterina, vissuta nell’Ottocento. Non siamo i primi a parlarne; già anni addietro se ne sono occupate due autorevoli riviste, Calabria Letteraria e la Provincia di Catanzaro.(1)

Chi era Suor Vittoria Cefaly? Innanzi tutto precisiamo che non era una suora vera e propria. Non aveva preso i voti e non apparteneva, quindi, ad alcun Ordine Religioso. Aveva deciso, però, di vivere santamente nell’osservanza dei principi della religione cristiana, pur rimanendo in casa, così come una suora in convento o monastero. Era, dunque, una monaca di casa, come all’epoca venivano definite queste donne…di Chiesa.

Suor Vittoria, nata a Cortale il 30 aprile 1820 ed ivi morta nel 1907, era la sestogenita di don Domenico Cefaly e di donna Carolina Pigonati. E’ d’obbligo, a questo punto, richiamare, anche se a grandi linee, l’ambiente familiare in cui Suor Vittoria nacque e visse. Il padre, don Domenico, era un ardente patriota. Guidò i volontari di Cortale durante i moti rivoluzionari che si verificarono in Calabria nel 1848. Non di meno, in seguito, furono i fratelli, Raimondo e Andrea il pittore. L’uno quale Maggiore e l’altro quale Capitano presero parte alla battaglia sul Volturno, che Andrea, poi, immortalò sulla tela, che trovasi ora esposta al Museo Nazionale di Reggio Calabria.(2) La mamma, donna Carolina Pigonati, era figlia dell’Ing. Pigonati, colui che progettò il Porto di Brindisi, e di Madame Josephine, una parigina, che, cresciuta alla corte del Re di Francia ” aveva ricevuto, accanto alle idee della mutazione dei popoli  in senso socio-poòitico, un arricchimento della sua mente alle belle arti…”(3). E’ naturale che in un tale contesto culturale e d’impegno sociale fiorissero e venissero alimentate alte idealità.E Suor Vittoria, pur donna di Chiesa, aderì agli ideali risorgimentali, che coniugò con il suo stato di monaca.

La sua produzione poetica, infatti, è composita ed esprime nello stesso tempo un alto senso religioso, morale e civile ed un profondo amor di Patria. Suor Vittoria, infatti, con i suoi versi fu d’incitamento ai fratelli Raimondo e Andrea.

I versi le irrompono con irruenza dal profondo dell’animo.E’ il caso, per esempio, dell’Ode  Per l’anniversario dei caduti alle Patrie Battaglie:” Sopra i ruderi sì mesti / Dell’antica tua grandezza/ Cara Italia t’assidesti / Di catene avvinta il piè… . Ed ancora, i Versi pel campo 1860 : ” Siam liberi e forti, fratelli noi siamo! / La nostra bandiera con gioia stringiamo, / Che primo Cortale sui monti spiegò, / E il fuoco di molti con pochi sfidò. / Noi figli d’Italia siam pure guerrieri, / I nostri parenti ci guardano alteri!…”.

Si può dire che Suor Vittoria era figlia del suo tempo, nata per di più in una famiglia nella quale da tutti si era congiurato, con pericolo personale, per l’Unità d’Italia. Servire, amare la Patria per Suor Vittoria era un imperativo categorico, alla luce, pure, di quel ” Dio e Popolo” di Giuseppe Mazzini, ai cui ideali la famiglia Cefaly si è mantenuta fedele nel tempo. ” La sorella del nostro pittore, Vittoria Cefaly, monaca di casa, donna coltissima e inspirata poetessa - annotava il Frangipane - vivamente si commuoveva…al richiamo dell’Esule”. (4)  

Anche in occasione di avvenimenti intimi, strettamente di famiglia, Suor Vittoria era presente a sè stessa, non tradiva il suo carattere, tanto da salutare con significativi voti augurali il lieto evento della nascita del nipotino: ” Lieto presagio, o pargolo,/ è la tua Patria in festa ! / Devi al suo ben dirigere / gli anni che il ciel ti presta : / e possa in te risplendere / la Calabra Virtù!”.

In occasione dell’apertura a Cortale, ad opera del fratello Andrea, della Scuola di Artieri, non solo fucina di artisti, ma all’epoca punto di riferimento di patrioti, a Suor Vittoria sgorgano dall’animo bellissimi versi che denotano un intenso amor di Patria: ” Come brilla una lampada morente  /  pari ad ultimo raggio di speranza / tal si ravviva la mia stanca mente / nel mirar questa nobile adunanza, / che della Patria nell’amor fidente/ l’ispira al ben, che ogni altro bene avanza / di educar figli dell’Italia degni :/…/ O mia Patria. Io lascio nel tuo seno / di educatori un generoso stuolo, / e l’aspetto di morte più sereno  / sarà per me quando l’estremo duolo / mi strapperà da te, che amai cotanto,/ e tu accogliesti le mie gioie e il pianto”.

La disamina potrebbe continuare.Col manoscritto, così come si è conservato, ci sono arrivate una dozzina di poesie, l’una più bella dell’altra.E’ auspicabile che esse vengano curate, ordinate e, quindi, pubblicate, costituendo, anche le poesie di Suor Vittoria, una delle tante dimostrazioni del contributo culturale che i Clabresi diedero al Risorgimento Italiano.

A conclusione di queste note, non perchè siano meno belli, ricordiamo i due Inni che Suor Vittoria dedicò alla Vergine. Uno dei due fu musicato dal Maestro Salvatore Caro del San Carlo di Napoli. L’inno ora fa parte del patrimonio culturale e religioso di Cortale e di Jacurso.Ritenendo di fare cosa gradita ai lettori, lo riportiamo integralmente: ” Tu che comandi gli Angeli / Nella celeste sfera, / E sai largir le grazie / a chi Ti invoca e spera, / Rivolgi un guardo tenero / A noi che Ti preghiamo: / Bimbi e fanciulle siamo / Tutti devoti a Te. / Maria! Tu sei di Gerico / Mistica rosa e bella: / Tu sei ridente, splendida, / Tu Mattutina Stella / a Te innalziamo i cantici, / Volgiamo a Te la mente , / E l’infernal serpente / Tu schiaccerai col piè. / Ora che i prati ridono di fiori al sol di maggio, / Con l’amor Tuo nell’anima, / Guidati dal Tuo raggio, / Intesserem solleciti / Corone, e, ai primi albori, / Noi T’offriremo i fiori / Se Ti donammo il cor. / Non cureremo i triboli / Più del terreno esiglio. / Affronterem fra gli uomini / L’affanno e il periglio / Se Tu ci sarai provvida / In questa landa infida : / Quando Maria ci guida / Svanisce ogni timor: / O benedetta Vergine, / Madre di Dio possente, / Consola quei che piangono, / Difendi ogni innocente, / Perdona anche al colpevole, / Sperdi l’infausta guerra; / Regni la pace in terra, / Regni di Dio l’amor. / E quando per noi l’ultima / Ora sara venuta, / I nostri estremi aneliti / Accogli, e allor ci aiuti, / E fa che la nostra anima, / senza il corporeo velo, / Vada a godere in Cielo / Nel bacio del Signor.     

 

Note:

(1)   Calabria Letteraria – Anno 1951 -Numero Speciale dedicato al Pittore Andrea Cefaly nel cinquantennario della morte; La Provincia di Catanzaro – Anno III -N.ri 1/2-Gennaio/Aprile 1984.

(2)   Gaetano Boca – Contributo della Calabria al Risorgimento Italiano – Grafica Reventino Editrice.

(3)   Salvatore Tolone – I Cefaly nella Storia del Sud, romanzo, Editore Bieffe.

(4)   Guido Puccio – Calabria e Sicilia,1840.

Categorie: Società civile
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