Nel ricordo di Minicuzza Sergi   un pezzo di storia del nostro Paese!

” Consolatevi, o miei cari, lascio un mondo di dolore

per un Regno di Pace!”

 

” E’ morta Minicuzza Sergi”, fu il triste passaparola che il 22 maggio 2011 si diffuse per il paese!

Al diffondersi della notizia, la pietà e la commozione furono unanimi.

La Signorina Domenica Sergi, meglio conosciuta con il diminutivo Minicuzza, in paese era da tutti conosciuta per la sua dolorosa vicenda umana.

Era una grande invalida per fatti inerenti alla Seconda Guerra Mondiale. Con la guerra guerreggiata non aveva e non ebbe nulla da spartire.All’epoca degli avvenimenti era un’ adolescente che al pari delle coetanee sognava il suo avvenire, non certo quello che la sorte le aveva serbato! Ma la macchina della guerra si spostò per andarle incontro!

La vicenda di Minicuzza rappresenta un pezzo della storia di Girifalco nel contesto di quel triste periodo in cui venne a trovarsi il nostro Paese, l’Italia! E ciò che capitò a Minicuzza sarebbe potuto accadere a ciascuno di noi che da giovani, o giovanissimi abbiamo vissuto quelle tristi giornate d’inizio settembre 1943!                                                  

La Sicilia era ormai perduta, l’esercito tedesco, superato lo Stretto di Messina, risaliva la Penisola per attestarsi lungo la Linea Gotica e, ove possibile, evitava le litoranee e optava per percorsi alternativi ed interni nel vano tentativo di sfuggire all’Aviazione degli Alleati, Inglesi e Statunitensi, che dal cielo gli dava la caccia. La tratta interna con capisaldi  al bivio di Squillace, a Girifalco, a Borgia e a S.Floro, fu uno dei tanti percorsi alternativi. Era anzi un itinerario preordinato. Su una pietra miliare all’inizio dell’abitato di fronte all’ex O.P.P. vi era scritto Falke, il nome tedescheggiante di Girifalco. Inoltre, sulle mappe in possesso dei tedeschi risultava realizzata, bella e fatta, la strada che da San Floro ora porta sulla “Due Mari”. La colonna tedesca, infatti, puntava su San Floro, ma  raggiunta la piazza del piccolo centro fu costretta a ritornare indietro e ripiegare verso Catanzaro Lido. L’annuncio che a Cassibile, in Sicilia, l’Italia aveva chiesto ed ottenuto l’armistizio, fu motivo di grande euforia per noi giovanissimi di allora. Le privazioni, i duri disagi a cui lo stato di guerra ci aveva sottoposti, non ci facevano vedere oltre il nostro naso, non ci consentivano in quel momento di prendere coscienza delle problematiche che di lì a poco sarebbero sorte, così come in definitiva sorsero!

Eravamo una frotta di monelli vispi e vivaci che ci rincorrevamo per il Piano, Piazza Umberto I°, andavamo su e giù per la scala del Municipio, quando proveniente dalla direzione di Amaroni sopraggiunse un gruppo di motociclisti tedeschi e noi a correre incontro gridando a squarciagola: Pace! Pace! Pace!

Fu il provvidenziale intervento di un signore che redarguendoci severamente ci gridò: Smettetela! Lasciateli in pace!, e gli uscì dalla bocca al nostro indirizzo un epiteto irripetibile! L’indomani, 9 Settembre 1943, perchè inseguiti dall’Aviazione Alleata alcuni blindati sostano al Piano. Gli aerei che davano loro la caccia sorvolavano il paese in attesa che gli automezzi tedeschi uscissero dall’abitato per attaccarli.

Si muovono i blindati e appena fuori paese, in contrada Bufalello, al Cuore di Gesù, sono fatti segno ad un incessante mitragliamento aereo e per sottrarsi alla vista degli aerei si riparano all’ombra della  grande quercia che ivi sorgeva e sotto lo stesso albero, su sollecitazione degli stessi militari, si ripara un gruppo di girifalcesi che a quell’ora si stavano recando in campagna.Non vi fu scampo per nessuno, dei tedeschi non ci fu mai  dato di  sapere quali furono le  perdite, i nostri concittadini, invece,  persero tutti  la vita:

-         Melina Paola, era nata l’8.8.1896;

-         Procopio Concetta, era nata il 20. 2. 1930;

-         Procopio Elisabetta, era nata il 2.2.1925;

-         Tolone Elisabetta, era nata l’8. 7. 1908;

-         Tolone Maria Rosa, era nata il 5.1. 1923.

Il perito legale che redasse i relativi certificati di morte ne imputò la causa ” in seguito a mitragliamento e spezzonamento da parte di aerei nemici.”

Ma a terra un corpicino, pur colpito in modo grave, dava ancora segni di vita! I militari tedeschi in quella occasione compirono un alto e più che civile atto di umanità. Raccolto il bimbo, un automezzo blindato fece ritorno in paese, raggiunse l’ex O.P.P. (Ospedale Psichiatrico Provinciale), scese un soldato con in braccio il piccolo ferito che consegnò al portiere del Nosocomio, al tempo il Sig. Rocco Palaia.

Il bambino, che rispondeva a Vonella Francesco di Rocco e di Tolone Elisabetta, una delle “cadute” al Cuore di Gesù, e che era nato a Girifalco il 26/04/1942, per le cure appropriate che le sue condizioni richiedevano, fu trasferito all’ospedale civile di Catanzaro dove, purtroppo, cessò di vivere il 26/10/1943.

Incredibile dictu!, non a dirsi, ma, diremmo, incredibile a crederci!

Quel militare era un medico, il dott. Bruch/Bruk che, molti anni dopo, saltò dalla sedia quando rilevò che il paziente che stava visitando era originario di Girifalco, Catalano Pietro Antonio emigrato in Svizzera a Bullen. 

Intanto dal paese, perchè ormai nessuno si sente al sicuro in casa, si esce a lava e vi si dirige ognuno verso le contrade di campagna. Lungo il Battendieri, mentre intenti a guadagnarci zone il più possibile remote e ritenute più sicure, siamo scossi da grossi boati, da assordanti deflagrazioni provenienti dalla zona sottostante al Manicomio, dal fiume Jidari.

I Tedeschi avevano abbandonato sul ponte di Jidari un blindato con a bordo tutta la dotazione del materiale esplosivo, non si capì mai se l’automezzo fosse stato abbandonato perchè in panne, o lasciato a bella posta sul ponte per ostruire il passaggio ad eventuali inseguitori.La curiosità fu grande ed irresponsabile.La temerarietà degli adulti fu di sprone alla curiosità dei giovani.

Era un cimelio di guerra e come tale meritava tutte le attenzioni del caso. Ed ecco a saltarvi sopra per esplorarlo, scoprirlo, conoscerlo nei suoi particolari: la torretta, l’abitacolo, il posto di comando o di guida, gli spioncini.

Mani inesperte, ma smaniose di rinvenire…non si sa cosa, frugano insieme a mani ingenue, ma desiose di esplorare. Il pericolo, anzi la morte per qualcuno, è in agguato!

Gli ordigni non si lasciano dominare ed ecco gli scoppi, le esplosioni si susseguono! Ed in tale contesto Minicuzza riporta gravi ferite ad una gamba che le causeranno l’amputazione dell’arto.

Atroce fine fece Vittorio Nigri, un ragazzo dodicenne figlio del custode dell’Agenzia dell’ex SEC (Società Elettrica della Calabria) di Girifalco. Gli amici, i compagni di gioco gli avevamo appioppato l’affettuoso epiteto“rondinella”, nella corsa sembrava che volasse, era irraggiungibile.

Un ordigno scoppia e Vittorio, venia per il termine forte e crudo!,…si dissolve!

Mani più che pietose ebbero il triste e doloroso compito di comporre, di raccogliere ciò che di Vittorio era rimasto!

Un soldino rinvenutogli nella tasca dei pantaloncini fu assunto a prova dai periti legali nella procedura di riconoscimento dei miseri resti. Glielo aveva regalato Don Ciccio Palaia, come lo stesso Arciprete ebbe a confermare nell’indirizzo di saluto che pronunciò a conclusione delle esequie, avendo Vittorio nella mattinata svolto le mansioni di chierichetto alla celebrazione di un funerale.

E Minicuzza? Minicuzza accolse la sua croce, è il caso di dire!, con cristiana rassegnazione. Infatti tutte le volte che la si incontrava, malgrado il suo stato, si mostrava con il volto sereno e pronto al sorriso! Fu una donna di carattere, forte! Non si piegò alle avversità della vita!

Non fu mamma, ma per Teresa e Maria da mamma fu chiamata a comportarsi allorchè rimasero orfane dei loro genitori!

Che le sofferenze patite quaggiù siano state per Minicuzza il viatico per una vita migliore!

Da queste colonne a tutti i famigliari le nostre sentite condoglianze ed i nostri sentimenti di solidarietà.     

  

 

                           

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Ringraziamo il personale degli Uffici di Anagrafe e di Stato Civile del Comune di Girifalco, per le notizie forniteci.

Categorie: Non dimentichiamo
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